Addio Koko

Koko era nata il 4 luglio 1971, nello zoo di San Francisco, e durante la sua esistenza ha imparato più di 1000 segni diversi per comunicare e interagire con gli esseri umani. Ma, come accade anche nei bambini piccoli, in realtà ne capiva molti di più, circa 2000. Non solo, Koko oltre a comunicare le proprie necessità, la richiesta di cibo o di un gioco, comunicava le proprie emozioni, del tutto simili a quelle di un essere umano di spiccata sensibilità.

Amava particolarmente i gatti, e ne aveva fatto esplicita richiesta alla psicologa Penny Patterson, che per anni le è stata vicino e le ha insegnato il linguaggio dei segni. La dottoressa le aveva quindi portato un gattino che Koko aveva battezzato All Ball.
La storia di questa amicizia tenera e dolcissima aveva fatto il giro del mondo. Koko prendeva teneramente in braccio All Ball, ma anche altri gatti che popolavano il suo ambiente. Si sdraiava e giocava con loro, dimostrando un vero coinvolgimento emotivo. Coinvolgimento che divenne drammaticamente evidente quando il gattino fu investito da un’auto e morì. Quando la dottoressa comunicò a Koko la notizia lei rispose con le parole “triste” e “piangere”. Si toccò più volte gli occhi ripetendo i segni che esprimevano quelle parole. Nella notte fu registrato il suo lamento, del tutto simile ad un pianto. Il video commosse il mondo.
https://www.youtube.com/watch?v=5HXUDLts0nM

Così come commovente fu l’incontro con l’attore Robin Williams uno dei suoi attori preferiti. Alla notizia della morte dell’attore si fece seria e restò per parecchio tempo seduta con la testa tra le mani.
https://www.youtube.com/watch?v=vOVS9zotSqM

Koko è morta a 44 anni, il 19 giugno scorso. Non ha vissuto libera nella foresta e questo è certamente un peccato, Le è stato garantito un ambiente ricco di stimoli, di compagni di gioco (in particolare due scimpanze che hanno vissuto con lei per molto tempo) e certamente il legame creatosi con la dottoressa Patterson è stato per lei molto importante, ma il suo è stato comunque un sacrificio pagato con la mancanza di libertà e di naturalezza.
Ma grazie a questo sacrificio, la meravigliosa Koko ci ha dato la consapevolezza di quanto stupidi siano i nostri pregiudizi, di quanto grande sia la nostra ignoranza. Ha dimostrato al mondo che gli animali hanno emozioni, sentimenti e intelligenza che non riusciamo a misurare solo perché accecati dalla nostra presunzione e fino a che guarderemo gli altri animali attraverso le lenti deformanti dell’antropocentrismo non riusciremo a vedere la loro anima meravigliosa.

Addio Koko e grazie.

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