In marcia verso il divieto globale

Lunedì 11 marzo 2013 è una data storica per il movimento animalista

Dopo anni di battaglie e di rinvii, entrava finalmente in vigore il divieto assoluto di testare su animali i prodotti cosmetici. Su tutto il territorio europeo!
Già dal 2004 era vietato testare i prodotti finiti, ma per anni si continuarono a testare i singoli componenti e ogni prodotto, crema, rossetto o shampoo messo in commercio, costava la sofferenza e la morte di circa 3000 animali. Test crudeli, alcuni mortali, come quelli di tossicità, altri non mortali ma dolorosi, come il Draize test che consiste nell’applicare la sostanza direttamente nell’occhio di animali immobilizzati, altri dovevano verificare la cancerogenicità o gli effetti teratogeni (danni agli embrioni).

Il numero di animali sacrificati, nel corso degli anni, per effettuare questi test è praticamente incalcolabile, ma le battaglie durissime di chi si opponeva a questa strage, alla fine hanno avuto la meglio. Una vittoria che possiamo ascrivere non solo a chi ha dato battaglia nelle piazze, nelle sedi politiche, a chi ha studiato e promosso metodi alternativi, ma anche a ciascuno di noi che, come consumatori, abbiamo fatto la differenza ogni volta che abbiamo chiesto, in profumeria o dal parrucchiere “E’ testato su animali? Allora non lo prendo”. Dobbiamo ricordarcelo, esserne consapevoli, perché il mercato da un lato cerca di condizionare i consumatori, dall’altro si adatta alle richieste ed è molto sensibile ai boicottaggi.

Questo è ciò che è successo in Europa, ma nel resto del mondo?

Purtroppo nella stragrande maggioranza dei Paesi i test vengono ancora eseguiti, con gli stessi metodi, con le stesse atroci sofferenze, con gli stessi drammatici numeri!
Ma c’è una novità! Il Parlamento europeo sta per chiedere un divieto mondiale!

Il 20 febbraio 2018, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione con la quale chiede, entro il 2023, un divieto globale dei test sugli animali e conseguentemente un divieto di vendita dei prodotti testati. In base a questa risoluzione, l’Unione Europea, dovrà farsi portatrice, davanti all’ONU, di questa richiesta e dovrà impedire in ogni modo che i Trattati commerciali e gli accordi che a vario livello i Paesi hanno sottoscritto, impediscano questo risultato.

Del resto, si sottolinea nel documento, il divieto non ha assolutamente danneggiato il settore in Europa e i test alternativi sono stati efficaci nel garantire la sicurezza dei consumatori. Dunque non ci sono più scuse per non abolirli!
Il benessere e la tutela degli animali è per la maggior parte degli europei (oltre il 90%) un valore e il Parlamento prenderà l’impegno di farsi portavoce di questa sensibilità presso i più alti livelli di rappresentanza.

La strada sarà lunga, non dobbiamo farci illusioni, ma il sentiero è tracciato e non si torna indietro!

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