La moda che piace agli animali

La moda è bellezza? Oscar Wilde diceva ‘O si è un’opera d’arte o la si indossa’. In qualche modo, la moda ci offre la possibilità di portarci addosso l’arte, una tra le tante forme di bellezza prodotta dall’uomo. Ma esiste una moda priva di sofferenza? Vale a dire, rispettosa della vita degli altri animali, che rifiuta la loro sofferenza e va alla ricerca di materiali alternativi? La risposta è una sola: sì. Ovviamente sta a noi andarla a cercare, compiere scelte consapevoli e indirizzare in tal modo il mercato. Eccovi qualche piccolo suggerimento!

Estate e colore. L’estate finalmente è arrivata col suo arcobaleno di colori da indossare, chi più chi meno, tutti abbiamo voglia di rinnovarci un po’ dentro e fuori. E basta col nero che sfina e va su tutto! I fiori e la frutta estiva, le spiagge, le foreste, i tramonti e i cieli tersi sono i grandi protagonisti della stagione più calda dell’anno.
Le ultime tendenze vanno infatti dal giallo al rosa confetto, dall’azzurro acceso alla gamma dei viola, dei rossi, dell’arancio, al verde in tutte le sue declinazioni. E’ un tripudio di colori e di accostamenti talvolta anche azzardati. Se da un lato il bianco è ancora onnipresente, una tela da animare di colore, dall’altro la nuova tendenza è quella di vestirsi dalla testa ai piedi dello stesso colore come è apparso nelle varie sfilate della Fashion Week PE 2018.
Divertitevi e osate! con la moda è lecito, è una via quotidiana per uscire dalla noia e raccontare qualcosa di sé.

Moda animal free. Il numero di consumatori responsabili che chiedono e scelgono una moda 100% Animal Free è in forte aumento; cresce, infatti, l’acquisto di capi di moda che non utilizzano materiali di origine animale. Oltre a pellicce, pelli, piume e fibre animali, nell’industria dell’abbigliamento si trovano altri materiali di origine animale come per esempio gli scarti di macellazione, ossa e corna, ma anche l’avorio e la madreperla utilizzati per produrre bottoni, fibbie e altri accessori. Per tutti questi prodotti e fibre di origine animale esistono valide alternative vegetali o sintetiche.
L’azienda della moda, e tutto il suo intricato circuito, deve necessariamente tener conto delle nuove esigenze del consumatore il quale, a sua volta, può fortemente indirizzare il mercato e le scelte delle più grandi maison di moda. Si veda il caso Gucci che lo scorso anno ha finalmente bandito dalle proprie collezioni la pelliccia.
In forte aumento sono anche i fashion brand che stanno cercando di ridurre il proprio impatto ambientale attraverso produzioni più sostenibili, puntando al riciclo, invitando a un minore consumismo o mettendo in campo azioni concrete per ripulire città, incrementare il verde e intraprendere piccoli/grandi gesti quotidiani per salvaguardare le nostre risorse naturali.

Voglio citare in cima alla lista lei, che più di tutti se lo merita. Chi si occupa di difesa dei diritti degli animali da anni e contemporaneamente di moda, conosce per svariate ragioni il suo nome, sto parlando di Stella McCartney fervente ambientalista e animalista, certo i suoi capi sono costosi, così come quelli della regina rock della moda, altrettanto sensibile alle nostre tematiche: Vivienne Westwood esponente del lusso in chiave eco; ma a partire da loro altri stilisti hanno cominciato a fare scelte etiche, improntando le loro collezioni sulla sostenibilità, talvolta dopo aspre campagne di boicottaggio. Parlo di marchi di fast fashion come H&M, United Colors of Benetton (già leader nella classifica Detox stilata da Greenpeace per premiare i brand che hanno ridotto la presenza di sostanze chimiche nocive nei propri processi produttivi), Mango che ha annunciato di partecipare a BCI con l’intenzione di rafforzare il proprio impegno per aumentare l’uso di cotone di origine sostenibile all’interno delle collezioni.
Altri esempi: Reef lancia Escape, il sandalo in gomma biodegradabile e totalmente PVC free, un materiale noto per la sua tossicità sia durante le fasi di produzione che di consumo e smaltimento. Candiani Denim è l’azienda nel Parco del Ticino conosciuta al mondo come “The greenest mill in the blue world” e per la ricerca tecnologica e produttiva in chiave sostenibile. Ha ideato la tela più sostenibile mai prodotta in precedenza: il Re-Gen Denim si compone per il 50% da Refibra e per il 50% da fibra riciclata. Tutti i filati sono quindi di materiale rigenerato e permettono di non utilizzare cotone fresco. Il consiglio è quello di tenersi sempre informati sui vari siti specializzati, tra cui: http://www.animalfree.info

Per una storia della moda e della bellezza cruelty free vedi anche https://www.edizionicosmopolis.it/prodotto/bellezza-etica-etica-della-bellezza/

Crostata di frutta con crema pasticcera

13 giugno 2018

Addio Koko

13 giugno 2018