Primavera: il nuovo inizio

In primavera tutto rinasce, fiorisce, si rigenera, dunque accade.
Il seme dopo il letargo invernale spinge con tutte le proprie forze per uscire alla luce e vivere al pieno la sua rinascita. Per fare questo ha bisogno di tanta energia, facilmente spendibile, e anche di parecchia motivazione. Ma dove la trova? Intanto nella stessa forza centrifuga che questa stagione porta con sé, un’energia propulsiva che vira dal basso verso l’alto e dal centro verso l’esterno. La trova nelle leggi imprescindibili e imperscrutabili di Natura trascritte nel grande librone dell’Universo.
Ognuno di noi ha dentro di sé quel semino, ed anche l’energia dinamica, espansa e repentina della primavera; poiché in noi dimorano contemporaneamente tutte le quattro stagioni. E così siamo: seme, germoglio, fiore e frutto.
Da un punto di vista energetico questa è la fase di massima attivazione, il momento in cui l’uomo, gli altri animali, le piante e i frutti della terra fioriscono e si preparano alla fase di massima espansione, quella estiva.

Senso & sensi. Il vento di primavera solletica anche i nostri organi di senso, soprattutto occhi e pelle, che divengono particolarmente vulnerabili e sensibili. Per questo vanno protetti tanto dall’interno che dall’esterno, cominciando dall’alimentazione che dovrà essere stagionale (ogni frutto di stagione ha i suoi segreti e le sue soluzioni), viva (non raffinata, conservata) bio (nata da coltivazioni rispettose del ciclo di natura).
Occhi e pelle vanno protetti anche dall’esterno. Per la preparazione di colliri decongestionanti si possono impiegare i fiori gialli di questa stagione: Camomilla ed Elicriso. Il metodo di preparazione è esattamente quello di una semplice tisana, in questo caso si impiegherà meno acqua e una maggiore concentrazione di erba.
I colliri naturali vanno conservati in frigorifero e usati entro 3, 4 giorni, poi rinnovati.

Lo stesso infuso può essere usato come tonico per il viso e per il corpo; nel primo caso avvalendosi di due dischetti di cotone da passare delicatamente sulla pelle di viso e collo, una volta detersa. Nel secondo, la lozione verrà inserita in una bottiglietta con erogatore spray, aggiungendo qualche olio essenziale decongestionante (camomilla, melissa, rosa, ylang ylang) e poi spruzzata su tutto il corpo dopo la doccia.
Per la pelle si trovano in commercio ottimi oli lenitivi e idratanti a base di Calendula, Iperico, camomilla, elicriso e Bardana. L’importante è che siano rigorosamente bio e cruelty free.

Via le “sanguisughe”. E’ arrivato anche il momento di rinnovare il proprio guardaroba emotivo, lasciando da parte tutto il vecchio che non serve più, poiché intralcia la nostra rinascita.
La primavera predispone a nuovi incontri, a cambiamenti di rotta tanto in ambito professionale che relazionale. Se si vuole cominciare una dieta, o ci si vuole iscrivere a un nuovo corso di ballo, di arte, di lap-dance (perché no?) questo è il periodo propizio. Il vento di rinnovamento incentiva ogni nostra propulsione creativa. Ma è fondamentale lasciare andare le palle al piede e le sanguisughe, individui che impediscono la nostra crescita e il rinnovamento scritto nei capitoli della primavera. Depurarsi dentro e fuori. Lo sappiamo tutti, questa può anche essere la stagione in cui si percepisce maggiormente la fatica, a seguito delle scorie accumulate durante l’inverno. E’ il periodo delle allergie, di una certa inquietudine interiore, quel nervosismo ‘a fior di pelle’ che soprattutto i soggetti legati alla diatesi allergica percepiscono.
Il corpo (materia, anima, cuore) necessita di una bella doccia interna. Ma, a chi possiamo chiedere aiuto?
Come sempre la Natura ci offre le soluzioni. L’energia è massima nei germogli, nelle gemme, nella linfa, nei fiori, in piante e verdure drenanti ed epatiche che agiscono soprattutto a livello di due importanti organi emuntori, collegati alla stagione primavera, all’elemento Legno: Fegato e Cistifellea, piante come il Carciofo, il Cardo mariano, il Tarassaco, la Bardana, la Genziana, l’Ortica, la Cicoria.
Privilegiamo il sapore amaro, che aiuta a drenare e a ripulire a fondo il nostro organismo. La moderna alimentazione, in cui predominano zuccheri e additivi, lascia davvero poco spazio ai sapori amari, che venivano considerati dei veri e propri ‘spazzini intelligenti’ nell’alimentazione antica. L’ayurveda, la Medicina Cinese, così come l’alimentazione dei nostri bisnonni si basava sulla suddivisione dei cibi in base al loro sapore. Gli antichi sapevano quanto le piante amare fossero in grado di aumentare la secrezione di succhi gastrici, migliorare la circolazione sanguigna nell’addome, esercitare un’azione tonica su tutto l’organismo.

Per le allergie stagionali e il prurito ad esse correlato, possono tornarci in aiuto i fiori di Elicriso, gialli, bellissimi, da impiegare sia in infuso per sciacquare dall’interno infiammazioni e pruriti; che per via esterna in acque rinfrescanti per occhi e mucose, colliri, e tonici per la pelle. L’Ortica, regina dei prati a cavallo tra primavera ed estate, depurativa e lenitiva, Rosa canina, Ribes nigrum e Carpino bianco in gemmoderivato, dopo aver consultato il vostro naturopata o l’erborista di fiducia.
Facciamo il pieno dei colori primaverili, dentro attraverso cibi come: nespole, amarene, fragole, rapanelli, prugne, carote, l’incredibile gamma di verde di carciofi, piselli, spinaci. E fuori vestendoci con gli stessi colori, eliminando dal nostro guardaroba il nero che smagrisce (?), i grigi con i quali non si sbaglia mai (?), il colore non colore (e allora, che colore è?).
Il miglior stilista è la natura, lo strumento per avvicinarla il nostro sguardo ammirato: prendiamo esempio da lei, imitiamola nelle sue più belle sfumature, le uniche che non passeranno mai di moda.

 

Teresa Giulietti è naturopata ed esperta di medicina ayurvedica. Tiene inoltre corsi di alimentazione etica e tecniche di rilassamento. Con Edizioni Cosmopolis ha pubblicato: “Bellezza etica, etica della bellezza” e “La bellezza è nel cuore”

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